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Sono i più soli e vulnerabili, i minori migranti non accompagnati, il cui flusso è in Spagna è aumentato di oltre il 60% nel 2017. Con l'incremento degli sbarchi lungo la rotta occidentale del Mediterraneo, lo scorso anno sono arrivati in territorio spagnolo 6.414 minori stranieri, 2.417 in più rispetto all'anno precedente (di questi, 2.177 provengono dal Marocco), secondo le stime del ministero degli Interni, che calcola siano complessivamente 17.413 i bambini e adolescenti giunti dal 2014.
 Di questi, quasi il 37% nel 2017, un anno record per l'immigrazione infantile nel Paese iberico. 
Secondo i dati del governo, riferiti ai soli minori alloggiati in strutture e centri di accoglienza nelle varie regioni, un terzo del totale registrato negli ultimi quattro anni è stato ospitato in Andalusia (5.642); mentre al secondo posto fra le 19 comunità e città autonome iberiche per numero di Mena c'è Melilla (3.329 ) - nonostante l'enclave in Marocco sia la più piccola per popolazione e territorio - seguita da Catalogna, Paesi Baschi e Valenzia.

"Mia madre è povera, non ha nulla. Sono arrivato una settimana fa alla frontiera e da tre giorni sono entrato a Ceuta. Voglio passare in Spagna per costruirmi un futuro e aiutare mia madre. Qui è duro, ci picchiano e ci fanno del male mentre dormiamo. Io solo voglio imparare un mestiere e lavorare, avere un impiego qualsiasi". E' la testimonianza di Ahmed, un bambino di 12 anni che ha intrapreso il viaggio da solo da Tangeri e ora sopravvive come può nelle strade di Ceuta. E' contenuta nel rapporto 'Los mas solos', (I più soli), della Ong Save The Children, che denuncia le falle nel sistema di accoglienza, protezione e integrazione dei bambini e adolescenti migranti che arrivano soli nel Paese. Come Ahmed, sono oltre un centinaio i coetanei che bivaccano nelle strade di Ceuta e Melilla.

Il rapporto conferma i dati ufficiali, secondo cui dei 28.349 migranti giunti lo scorso anno in Spagna, il 14% era minore di età. Ed evidenzia che le cifre comprendono solo quanti sono entrati in contatto con le autorità pubbliche e per i quali è stata certificata la minore età. Resta fuori dalle statistiche chi, invece, decide di farsi passare per adulto, per non finire nei centri di accoglienza. E quanti hanno abbandonato volontariamente le strutture: 825 i minori 'in fuga' nel 2017 dai servizi di protezione, di cui 770 ragazzini e 55 ragazzine, dei quali si ignora la destinazione. Nonostante il significativo incremento degli sbarchi negli ultimi 4 anni, solo un centinaio di minori migranti hanno chiesto asilo e solo 31 lo hanno ottenuto, stando ai dati del ministero degli interni citati nel rapporto. Il che significa che una richiesta su 3 è respinta.

Per origini, i marocchini sono sempre stati i più numerosi (il 64,8% nel 2017), seguiti dagli algerini (9,6%). I siriani solo nel 2014 sono stati la seconda comunità più numerosa, mentre i minori originari della Costa d'Avorio sono triplicati fra il 2016 e 2017, passando da 72 a 208. "Senza politiche educative e di impiego, questi giovanissimi sono condannati alla precarietà e all'esclusione sociale. E dal giorno in cui compiono 18 anni e restano senza protezione e nessun tipo di appoggi da parte dell'amministrazione", denuncia Save The Children. "Per comprendere la loro realtà bisogna mettersi nei loro panni". 
Per questo la Ong ha lanciato la campagna 'Se buscan familias', si cercano famiglie, per percorrere con Omar, un minorenne senegalese arrivato solo in Spagna, la stessa rotta seguita da lui, rischiando la vita per entrare in Europa. 

Articolo di Paola Del Vecchio:

Minori Stranieri non Accompagnati in Spagna oltre il 60% in più nel 2017.

Sono i più soli e vulnerabili, i minori migranti non accompagnati , il cui flusso è in Spagna è aumentato di oltre il 60% nel 2017. Con l&...
Oggi sono stati pubblicati i dati Eurostat dei minori non accompagnati richiedenti asilo nel 2017 nell’Unione Europea.

Oltre 31000 minori non accompagnati richiedenti asilo sono stati registrati nell'UE nel 2017.
Gli Afgani rappresentano la maggioranza.
Nel 2017, 31400 minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo negli Stati membri dell'Unione Europea (UE).
Il dato è circa la metà di quanto registrato nel 2016 e quasi un terzo del picco più alto registrato nel 2015 (95 200), ma quasi tre volte rispetto alla media degli anni 2008 – 2013.
I minori non accompagnati rappresentano il 15% di tutti i richiedenti asilo minorenni.
Nel 2017, la maggioranza dei minori non accompagnati richiedenti asilo sono stati maschi, l’89%.
Oltre i due terzi avevano un’età compresa tra i 16 e i 17 anni (77%, ovvero circa 24200 persone), mentre quelli tra i 14 e 15 anni rappresentavano il 16% (circa 5000 persone) e quelli con meno di 14 anni il 6% (quasi 2000 persone).
Gli Afghani (17%, circa 5300 persone) continuano ad essere la principale cittadinanza di provenienza dei richiedenti asilo minori non accompagnati.
Quasi 1 su 3 ha chiesto asilo in Italia.
Nel 2017, il numero più elevato di richiedenti asiloconsiderati minori non accompagnati è stato registrato in Italia (oltre 10000 minori non accompagnati, che rappresentano il 32% di tutti quelli registrati negli Stati membri dell'UE), seguito da Germania (9100, il 29%), Grecia (2500, il 8%), Regno Unito (2200, il 7%), Austria (1400, il 4%) così come Svezia (1300, il 4%) e Paesi Bassi (1200, il 4%).
Insieme hanno rappresentato questi sette paesi quasi il 90% di tutti i richiedenti asilo considerati minori non accompagnati registrati nell'UE.
Tra questi Stati membri, il numero di richiedenti asilo considerati minori non accompagnati è aumentato rispetto all'anno precedente in Italia (quasi 4000 nuovi minori non accompagnati nel 2017 rispetto al 2016,  + 66%) e in aumento leggermente in Grecia (100 in più, + 4%).
Al contrario, le diminuzioni più importanti sono state registrate in Germania (26900 in meno, -75%), Austria (2500 in meno, -65%), Regno Unito (1000 in meno, -31%), Svezia (900 in meno, -40%) e Paesi Bassi (500 in meno, -31%).

Più di sei giovani richiedenti asilo su dieci erano minori non accompagnati in Italia.
Tra gli Stati membri con oltre 1000 richiedenti asilo considerati minori non accompagnati nel 2017, la maggior parte di talirichiedenti è stata registrata in Italia (dove il 65% di tutti i richiedenti asilo di età inferiore a 18 erano non accompagnati), seguiti dal Regno Unito (29%) e dai Paesi Bassi (28%).

Gli Afghani: rappresentano la cittadinanza principale.
L'Afghanistan (il 17% del numero totale di minori non accompagnati registrati) è stato nel 2017 il principale paese di la cittadinanza dei richiedenti asilo considerati minori non accompagnati negli Stati membri dell'UE.
Dei 5300 afghani minori non accompagnati, due su cinque sono stati registrati in Germania (2200).
Gli afgani hanno rappresentato la cittadinanza più numerosa dei richiedenti asilo considerati minori non accompagnati in nove Stati membri dell’UE.
L'Eritrea è stato il secondo paese di provenienza dei richiedenti asilo considerati minori non accompagnati negli Stati membri dell'UE.
Dei 3100 minori non accompagnati eritrei che cercano protezione negli Stati membri dell'UE, quasi la metà ha presentato la domanda in Germania (1500).

Eurostat: i dati dei minori non accompagnati richiedenti asilo in Europa

Oggi sono stati pubblicati i dati Eurostat dei minori non accompagnati richiedenti asilo nel 2017 nell’Unione Europea . Oltre 3...
Se al peggio non c'è mai fine, al meglio non c'è neanche inizio. Sembra essere questo proverbio il più corretto per descrivere l'atteggiamento dell'amministrazione Trump nel campo delle migrazioni.

L'ultima "sparata"  è quella di trasferire tutti i minori che entrano illegalmente negli USA in apposite strutture all'interno di basi militari.

L'impiego di basi militari in questo ambito non sarebbe una novità assoluta: nel 2014, l'amministrazione Obama utilizzò installazioni in Oklahoma, Texas e California per ospitare oltre 7000 bambini e ragazzi per diversi mesi. In media, secondo i dati, riportati dal Washington Post, un minore rimane sotto la tutela del Dipartimento per circa 45 giorni. Poi, nell'85% dei casi, viene affidato ad un parente adulto - a volte un genitore - residente negli Stati Uniti.

L'iter ipotizzato può essere riassunto in questa maniera:

- funzionari del Dipartimento della Salute e dei Servizi umani si rechino nelle basi, nelle prossime settimane;
- si verificano che le strutture siano in grado di ospitare i ragazzi;

- altri step in divenire a seguito dei controlli.

Nella mail inviata al Pentagono oltre all'iter su indicato, si specifica che "al momento non sono state prese decisioni".

Il Dipartimento della Salute, tramite le sue fonti, dice che al momento si è in grado di garantire "accoglienza" per 10.571 minori.

Il fenomeno dei minori non accompagnati e famiglie con bambini è cresciuto dal 10% degli ingressi illegali di cinque anni fa, al 40% di oggi. 

Tra marzo e aprile, le forze dell'ordine impegnate al confine hanno arrestato più di 100.000 persone che hanno provato ad entrare illegalmente negli Stati Uniti: si tratta della cifra più alta, su base mensile, da quanto è iniziato il mandato di Trump.

Il dato ha scatenato la reazione del presidente, che ha preso di mira il segretario alla Sicurezza interna, Kirstjen Nielsen: il confine, ha tuonato The Donald, va chiuso. Nielsen, con l'Attorney General Jeff Sessions, promette misure straordinarie che riguarderanno anche i genitori che cercano di entrare negli Usa con i propri figli.

Le parole di Sessions, di soli pochi giorni fa, sono: "Se stai cercando di far entrare illegalmente un bambino, allora sarai accusato e quel bambino ti sarà tolto, probabilmente, come prevede la legge". "Se non vuoi che tuoi figlio venga portato via, allora non portarlo illegalmente oltre il confine: non è colpa nostra se qualcuno agisce così". 

Quanto sta accadendo è atroce ed inquietante.

USA: Minori non accompagnati rinchiusi in basi militari

Se al peggio non c'è mai fine, al meglio non c'è neanche inizio. Sembra essere questo proverbio il più corretto per descrivere l&#...
Questa mattina il Corriere Fiorentino riporta la notizia secondo cui alcuni minori non accompagnati ospiti di una struttura di accoglienza di Firenze sono sospettati di terrorismo.
I sei ragazzi tra i 17 e i 19 anni, originari di Egitto, Gambia e Costa d'Avorio sono stati perquisiti dalla Digos sabato scorso, come riportato dall’edizione fiorentina del Corriere della Sera.
Le indagini, portate avanti dalla Digos, sono iniziate lo scorso Ottobre, in collaborazione con la cooperativa che ospita i ragazzi.
Prima hanno riguardato un 17enne egiziano, poi si sono allargate agli altri giovani.
Negli ultimi tempi i 6 minorenni avrebbero modificato le proprie abitudini, assumendo un atteggiamento ostile nei confronti del personale femminile del centro di accoglienza, intensificato i momenti di preghiera e modificato anche il loro aspetto fisico facendosi crescere la barba.
Ciò che però ha davvero insospettito la Digos sono state le ricerche, su internet, delle prediche degli imam più estremisti e seminatori di odio. Ad aggravare la loro posizione sono i contatti cercati di recente con un algerino nella moschea di via della Casella (moschea attenzionata per sospetto di reclutare potenziali terroristi) che avevano cominciato a frequentare. L'uomo avrebbe loro dato cellulari, tablet, libri e computer, tutti oggetti finiti sotto sequestro. Gli investigatori della Digos proprio su questi oggetti stanno concentrando la loro attenzione.
Al momento, le accuse sono di associazione con finalità di terrorismo.

Leonardo Cavaliere


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I Minori Stranieri non Accompagnati

MSNA accusati di associazione con finalità di terrorismo

Questa mattina il Corriere Fiorentino riporta la notizia secondo cui alcuni minori non accompagnati ospiti di una struttura di accoglienz...
Due modifiche per un comma sull’ammissione al gratuito patrocinio per i minori stranieri non accompagnati e per i minori orfani di vittime di crimini domestici hanno reso necessari i chiarimenti del Ministero.

Un errore sul gratuito patrocinio e nelle norme relative all’ammissione allo stesso hanno fatto sì che dovesse intervenire nel merito il Ministero della Giustizia, con una nota del 24 aprile 2018.

Ma vediamo cos’è accaduto. Due diversi testi normativi, l. n. 47/2017 e l. n. 4/2018, hanno modificato l’art. 76, comma 4-quater, d. P.R. n. 115/2002 ossia il Testo unico in materia di spese di giustizia.
Nello specifico, sono state inserite delle modifiche all’articolo che si occupa delle condizioni necessarie per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato.

Con le modifiche relative al primo testo, nell’art. 76 si inserisce il comma 4-quater.

Esso chiarisce “il minore straniero non accompagnato coinvolto a qualsiasi titolo in un procedimento giurisdizionale ha diritto di essere informato dell’opportunità di nominare un legale di fiducia, anche attraverso il tutore nominato o l’esercente la responsabilità genitoriale ai sensi dell’art. 3, comma 1, della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, e di avvalersi, in base alla normativa vigente, del gratuito patrocinio a spese dello Stato in ogni stato e grado del procedimento. Per l’attuazione delle disposizioni contenute nel presente comma è autorizzata la spesa di 771.470 euro annui a decorrere dall’anno 2017”.

Ma anche la legge del 2018 è intervenuta sullo stesso articolo 76, con un nuovo comma.
Quest’ultimo ha lo stesso numero di quello sopra citato, 4-quater che spiega quanto segue.

“I figli minori o i figli maggiorenni economicamente non autosufficienti rimasti orfani di un genitore a seguito di omicidio commesso in danno dello stesso genitore dal coniuge, anche legalmente separato o divorziato, dall’altra parte dell’unione civile, anche se l’unione civile è cessata, o dalla persona che è o è stata legata da relazione affettiva e stabile convivenza possono essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato, anche in deroga ai limiti di reddito previsti, applicando l’ammissibilità in deroga al relativo procedimento penale e a tutti i procedimenti civili derivanti dal reato, compresi quelli di esecuzione forzata”.
Su questo errore sul gratuito patrocinio è quindi dovuto intervenire il Ministero per fare chiarezza.

Da via Arenula spiegano che si è trattato “di un mero errore redazionale e non di una abrogazione per sostituzione della disposizione più risalente”.

Pertanto, è pacifico che “la disposizione introdotta dalla l. n. 4/2018 è stata indicata come “comma 4-quater” nonostante esistesse già una disposizione (di diverso tenore) così denominata introdotta dalla l. n. 47/2017”. Ora si attende l’intervento del legislatore.

Ma non è tutto.

Un ulteriore chiarimento del ministero ha riguardato la condivisione nelle banche dati normative e dall’Ufficio legislativo giunto alle medesime conclusioni, “condividendo l’utilità di una modifica legislativa che consenta la correzione dell’errore segnalato”.

Fonte: Responsabilecivile.it

Minori Stranieri non Accompagnati e gratuito patrocinio: errore e intervento del Ministero

Due modifiche per un comma sull’ammissione al gratuito patrocinio per i minori stranieri non accompagnati e per i minori orfani di vitt...
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